Vai al contenuto

PFN/EBITDA: come si calcola e quale valore è sostenibile

Come si ricava il rapporto PFN/EBITDA dalle voci degli artt. 2424 e 2425 c.c., come si legge quando è negativo e con quali fasce lo giudica FinBeacon.

Alessandro Di Lonardo7 min di lettura

Il rapporto PFN/EBITDA divide la posizione finanziaria netta per il margine operativo lordo e dice quanti anni di EBITDA servirebbero a estinguere il debito finanziario netto. Nessuna delle norme citate qui fissa una soglia: il valore va letto con le caratteristiche dell'impresa, e FinBeacon lo giudica con quattro fasce del proprio motore, sotto 2 anni il giudizio migliore.

Come si calcola il rapporto PFN/EBITDA?

Si divide la PFN di fine esercizio per l'EBITDA dello stesso esercizio. Il risultato si esprime in anni: è il tempo teorico di rientro se tutto il margine operativo lordo andasse a ridurre il debito netto. Sul cliente di esempio il motore di FinBeacon fa questo conto:

GI = PFN / EBITDA

1.900.000 € / 480.000 €= 4,0 anni

Meccanica Ardesia S.r.l., dati inventati. Calcolo del motore di FinBeacon.

FinBeacon chiama l'indicatore GI e riceve PFN ed EBITDA come dati inseriti dallo studio: non li ricava da solo dal bilancio. Le due grandezze, quindi, le costruisce il professionista, ed è lì che si decide quanto il rapporto sia confrontabile da un anno all'altro e da un cliente all'altro.

Da quali voci di bilancio si costruisce la PFN?

Nello schema di stato patrimoniale dell'art. 2424 c.c. (si apre in una nuova scheda) non esiste una voce «posizione finanziaria netta»: si costruisce sommando i debiti di natura finanziaria e sottraendo la liquidità. Le voci dello schema che entrano in gioco sono queste.

SegnoVoce dell'art. 2424 c.c.
+D.1 obbligazioni e D.2 obbligazioni convertibili
+D.3 debiti verso soci per finanziamenti
+D.4 debiti verso banche
+D.5 debiti verso altri finanziatori
−C.IV disponibilità liquide (depositi, assegni, danaro in cassa)
−C.III.6 altri titoli dell'attivo circolante, se prontamente liquidabili

Per i debiti lo schema chiede di indicare a parte gli importi esigibili oltre l'esercizio successivo: è il dato che serve per separare la PFN a breve da quella a medio-lungo termine. L'art. 2427 c.c. (si apre in una nuova scheda), al n. 6, aggiunge in nota integrativa i debiti con durata residua oltre cinque anni e quelli assistiti da garanzie reali.

Le scelte da dichiarare

Alcune voci non hanno una collocazione obbligata e cambiano il rapporto in modo sensibile. Chi presenta il dato a un cliente o a una banca dovrebbe scrivere come le ha trattate:

  1. Leasing finanziario. L'art. 2427, n. 22, chiede in nota integrativa un prospetto con il valore attuale delle rate di canone non scadute e con il valore a cui i beni sarebbero iscritti «qualora fossero stati considerati immobilizzazioni»: il debito residuo per canoni è lì, non fra le voci D. È il numero da sommare alla PFN se si vuole tenerne conto.
  2. Finanziamenti dei soci. Sono debiti (voce D.3), ma l'art. 2467 c.c. (si apre in una nuova scheda) posterga il loro rimborso rispetto agli altri creditori quando sono stati concessi in una situazione di eccessivo squilibrio dell'indebitamento rispetto al patrimonio netto, o quando sarebbe stato ragionevole un conferimento. Includerli o escluderli è una scelta di analisi, da motivare.
  3. Debiti verso società del gruppo (voci D.9, D.10, D.11 e D.11-bis): vanno nella PFN solo per la parte di natura finanziaria, che lo schema non separa da quella commerciale.

Come si ricava l'EBITDA dal conto economico?

Anche l'EBITDA non è una voce dello schema dell'art. 2425 c.c. (si apre in una nuova scheda): si parte dalla differenza fra valore e costi della produzione (A − B) e si tolgono i costi che non comportano uscite di cassa operative. Una ricostruzione coerente con lo schema è:

EBITDA = (A − B) + B.10 ammortamenti e svalutazioni + B.12 accantonamenti per rischi + B.13 altri accantonamenti

Due punti da decidere e dichiarare. Il primo è la voce B.10.d, le svalutazioni dei crediti dell'attivo circolante: con la ricostruzione sopra torna nell'EBITDA, ma chi la considera un costo operativo ricorrente la lascia fra i costi. Il secondo sono i componenti straordinari che finiscono nelle voci A.5 e B.14: l'art. 2427, n. 13, obbliga a indicare in nota integrativa importo e natura dei ricavi e dei costi di entità o incidenza eccezionali, ed è da lì che si parte per normalizzare il margine.

PFN/EBITDA negativo: come si legge?

Un rapporto negativo nasce da due situazioni opposte, e il solo segno non le distingue; e un rapporto positivo può nascere da due valori entrambi negativi. Per questo il motore di FinBeacon non giudica il numero da solo, ma guarda prima il segno dell'EBITDA.

PFNEBITDARapportoGiudizio del motore
negativa (cassa netta)positivonegativoOttimo
positivanegativonegativoCritico
positivazero«non ripagabile»Critico
negativa (cassa netta)negativopositivoCritico
zeropositivozeroOttimo

Quale valore di PFN/EBITDA è sostenibile?

Nessuna delle norme citate in questa guida fissa una soglia per PFN/EBITDA. L'art. 3 del Codice della crisi (si apre in una nuova scheda) (testo in vigore dal 28 settembre 2024) chiede che gli assetti consentano di rilevare gli squilibri patrimoniali o economico-finanziari «rapportati alle specifiche caratteristiche dell'impresa e dell'attività imprenditoriale svolta» (comma 3, lettera a): un criterio di lettura, non un numero. I segnali con soglie numeriche dello stesso articolo (comma 4) riguardano debiti scaduti verso dipendenti, fornitori, banche ed enti, non questo rapporto.

FinBeacon giudica il GI con le fasce del suo motore, le stesse che assegnano il giudizio nell'analisi:

GI (PFN/EBITDA)Giudizio di FinBeacon
sotto 2 anniOttimo
da 2 a meno di 3,5 anniBuono
da 3,5 a meno di 5 anniAttenziona
5 anni o piùCritico
EBITDA zero o negativoCritico

Sono fasce prudenziali del prodotto, non soglie di legge né parametri di una banca. Un settore ad alta intensità di capitale regge valori che in un'impresa di servizi sarebbero un segnale: è la lettura «rapportata alle caratteristiche dell'impresa» che chiede l'art. 3.

Cosa non dice il rapporto PFN/EBITDA?

Il rapporto confronta un saldo a una data con un flusso di un anno, e ha tre limiti da tenere presenti davanti al cliente.

  1. La data di chiusura. La PFN al 31 dicembre può essere più bassa o più alta della media dell'anno per incassi concentrati o stagionalità; se il dato infrannuale è disponibile, va confrontato.
  2. L'EBITDA non è cassa. Prima di arrivare al rimborso del debito il margine paga imposte, investimenti e variazioni del capitale circolante, che il rapporto ignora.
  3. Guarda indietro. L'art. 3, comma 3, lettera b), CCII chiede di verificare la sostenibilità dei debiti almeno per i dodici mesi successivi: un rapporto calcolato sul bilancio chiuso non basta a farlo. Per la tenuta di cassa dei prossimi mesi serve un indicatore prospettico, come il DSCR a sei mesi, che si può provare con lo strumento di calcolo gratuito.

Come FinBeacon mette insieme GI, DSCR e gli altri indicatori in un giudizio unico è descritto nel metodo.

Cosa verificare, in quest'ordine

  1. Il segno dell'EBITDA: se è zero o negativo, il rapporto non misura un tempo di rientro.
  2. La composizione della PFN: voci D.1–D.5, meno C.IV e i titoli liquidabili di C.III.
  3. Le scelte dichiarate: leasing (art. 2427, n. 22), finanziamenti dei soci (art. 2467), debiti verso il gruppo.
  4. L'EBITDA normalizzato: trattamento di B.10.d e dei componenti eccezionali indicati in nota integrativa (art. 2427, n. 13).
  5. La coerenza fra esercizi: stesse scelte ogni anno, altrimenti l'andamento del rapporto non significa niente.
  6. Il confronto con un indicatore di cassa prospettico, prima di parlare di sostenibilità del debito per i dodici mesi successivi.

Fonti

  1. Codice civile, art. 2424 – Contenuto dello stato patrimoniale (Normattiva) (si apre in una nuova scheda)
  2. Codice civile, art. 2425 – Contenuto del conto economico (Normattiva) (si apre in una nuova scheda)
  3. Codice civile, art. 2427 – Contenuto della nota integrativa (Normattiva) (si apre in una nuova scheda)
  4. Codice civile, art. 2467 – Finanziamenti dei soci (Normattiva) (si apre in una nuova scheda)
  5. Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, art. 3 (Normattiva) (si apre in una nuova scheda)

Alessandro Di Lonardo

Fondatore di FinBeacon

Ha fondato FinBeacon, il software di analisi di bilancio e allerta crisi per gli studi commercialisti.

Questi indicatori, calcolati sui clienti del tuo studio.

Prova la demo