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Cash flow operativo: formula, metodo indiretto ed esempio

Come si calcola il cash flow operativo con lo schema OIC 10, come si legge riga per riga, cosa significa se è negativo e quale flusso usare per il DSCR.

Alessandro Di Lonardo9 min di lettura

Il cash flow operativo è la cassa che l'attività operativa ha generato o assorbito nell'esercizio: incassi da clienti meno pagamenti a fornitori, personale e fisco. Nel rendiconto finanziario OIC 10 è il totale della sezione A. Con il metodo indiretto si calcola partendo dall'utile e rettificandolo per le voci non monetarie e per le variazioni del capitale circolante.

Cos'è il cash flow operativo secondo l'OIC 10

È il primo dei tre flussi del rendiconto finanziario. L'art. 2425-ter c.c. (si apre in una nuova scheda) chiede di indicare i flussi «derivanti dall'attività operativa, da quella di investimento, da quella di finanziamento»; l'OIC 10 (si apre in una nuova scheda) definisce l'attività operativa per esclusione: acquisizione, produzione e distribuzione di beni e servizi, anche accessorie, più tutto ciò che non è investimento o finanziamento (par. 12, pag. 4, e par. 26, pag. 5).

Il principio lega a questo flusso l'autofinanziamento dell'impresa: le operazioni dell'attività operativa ne sono la fonte, e da esse «si genera la liquidità necessaria per finanziare la gestione futura» (par. 28, pag. 6).

Due classificazioni dell'edizione in vigore pesano sul risultato:

  • gli interessi pagati e incassati stanno nell'attività operativa, salvo i casi in cui si riferiscono direttamente a investimenti o finanziamenti (par. 41, pag. 8);
  • le imposte sul reddito pagate, acconti compresi, stanno nell'attività operativa (par. 44, pag. 9).

Quindi il totale A dell'OIC 10 è un flusso dopo interessi e imposte. Chi lo usa per misurare la capacità di rimborso deve tenerne conto (se ne parla più sotto, a proposito del DSCR).

Come si calcola il cash flow operativo: la formula

Con il metodo indiretto la formula è lo schema n. 1 dell'Appendice A dell'OIC 10 (pag. 11-12), che arriva al totale A attraverso tre subtotali numerati. L'OIC 10 stabilisce che i subtotali preceduti da numeri arabi non possono essere raggruppati (par. 19, pag. 4): sono il punto da cui partire per leggere il dato.

PassaggioCosa si aggiunge o si toglie
Utile (perdita) dell'eserciziopunto di partenza
1. Utile prima di imposte, interessi, dividendi e plus/minusvalenzesi riaggiungono imposte e interessi passivi netti, si tolgono dividendi e plusvalenze da cessione
2. Flusso prima delle variazioni del CCNsi riaggiungono accantonamenti ai fondi, ammortamenti, svalutazioni per perdite durevoli e altre voci non monetarie
3. Flusso dopo le variazioni del CCNsi sommano le variazioni di rimanenze, crediti verso clienti, debiti verso fornitori, ratei e risconti
A. Flusso dell'attività operativasi tolgono interessi pagati, imposte pagate e utilizzi dei fondi; si aggiungono dividendi incassati

I segni delle variazioni del circolante seguono il par. 30 (pag. 6-7): l'aumento dei crediti verso clienti si sottrae, perché sono ricavi non ancora incassati; l'aumento dei debiti verso fornitori si somma, perché sono costi non ancora pagati; l'aumento delle rimanenze si sottrae, perché per la cassa contano gli acquisti, non il costo del venduto.

L'OIC 10 non usa le espressioni «flusso di cassa operativo lordo» e «netto». Quando compaiono in una relazione o in una richiesta della banca, conviene chiedere a quale riga dello schema corrispondono: la riga 2 e il totale A possono avere perfino segno opposto.

Un esempio con il metodo indiretto

Importi inventati. Una società chiude con un utile di 90.000 euro; il primo riquadro si ferma alla riga 2 dello schema, prima del circolante.

Utile dell'esercizio
90.000 €
Imposte sul reddito di competenza
40.000 €
Interessi passivi
30.000 €
Plusvalenza da cessione di un automezzo
-10.000 €
Ammortamenti delle immobilizzazioni
150.000 €
Accantonamento al TFR
35.000 €
Flusso prima delle variazioni del CCN (riga 2)
335.000 €
Esempio con importi inventati. Il conto lo fa FinBeacon, non chi scrive.

Il secondo riquadro riprende le stesse righe e prosegue fino al totale A: crediti e magazzino crescono, i fornitori un po' meno, poi escono interessi, imposte e TFR effettivamente pagati.

Utile dell'esercizio
90.000 €
Imposte sul reddito di competenza
40.000 €
Interessi passivi
30.000 €
Plusvalenza da cessione di un automezzo
-10.000 €
Ammortamenti delle immobilizzazioni
150.000 €
Accantonamento al TFR
35.000 €
Incremento dei crediti verso clienti
-180.000 €
Incremento delle rimanenze
-60.000 €
Incremento dei debiti verso fornitori
50.000 €
Interessi pagati
-30.000 €
Imposte sul reddito pagate
-45.000 €
Utilizzo del fondo TFR
-20.000 €
Flusso dell'attività operativa (A)
50.000 €
Esempio con importi inventati. Il conto lo fa FinBeacon, non chi scrive.

La plusvalenza si toglie perché l'incasso della vendita va fra gli investimenti, per l'intero prezzo di realizzo (par. 35 e 36, pag. 7-8). Il confronto fra i due totali dice dove è finita la cassa prodotta dalla gestione: in gran parte nei crediti verso clienti.

Cosa vuol dire se il cash flow operativo è negativo

Vuol dire che nell'esercizio la gestione ha consumato liquidità invece di produrla, e che quella liquidità è venuta da finanziamenti, da apporti dei soci o dalla vendita di beni. Il segno da solo non basta: va visto in quale riga dello schema compare.

Dove diventa negativoCosa indica
già alla riga 2la gestione reddituale non copre i costi monetari: il problema sono i margini, non gli incassi
alla riga 3, con la riga 2 positivail circolante assorbe la cassa: crediti che si allungano, magazzino che cresce, fornitori pagati prima
solo al totale Apesano interessi, imposte o uscite per TFR e fondi: va guardato il debito e il calendario fiscale

Il caso della riga 3 va letto con i ricavi accanto. Un aumento dei crediti in un anno di crescita del fatturato ha un'altra spiegazione rispetto allo stesso aumento con ricavi fermi.

Il caso opposto: un flusso positivo grazie ai fornitori

Un aumento dei debiti verso fornitori migliora il cash flow operativo (OIC 10, par. 30). Se però quell'aumento è fatto di debiti scaduti, lo stesso dato è uno dei segnali dell'art. 3, comma 4, CCII (si apre in una nuova scheda): debiti verso fornitori scaduti da almeno novanta giorni per un importo superiore a quelli non scaduti (lett. b). Per questo, accanto al rendiconto, serve lo scadenzario dei fornitori.

Flusso negativo e crisi non sono la stessa cosa

Il Codice della crisi definisce la crisi guardando avanti: è lo stato che rende probabile l'insolvenza e si manifesta con l'inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte alle obbligazioni dei successivi dodici mesi (art. 2, comma 1, lett. a), CCII (si apre in una nuova scheda)). Il cash flow operativo del bilancio chiuso è un dato storico. Gli assetti, però, devono consentire di rilevare gli squilibri economico-finanziari e di verificare la sostenibilità dei debiti per almeno dodici mesi (art. 3, comma 3, lett. a) e b), testo vigente su Normattiva al 26 ottobre 2026): un flusso operativo negativo è il dato da cui parte quella verifica. Come si costruisce la previsione mese per mese è nella guida sul cash flow previsionale.

Cash flow operativo e DSCR: quale flusso al numeratore

In FinBeacon il DSCR storico mette a rapporto il flusso di cassa operativo con il servizio del debito dell'anno, inteso come quota capitale più interessi:

DSCR = Flusso di cassa / Servizio del debito

470.000 € / 420.000 €= 1,12

Meccanica Ardesia S.r.l., dati inventati. Calcolo del motore di FinBeacon.

Qui la classificazione dell'OIC 10 conta. Il totale A dell'edizione in vigore è già al netto degli interessi pagati (par. 41, pag. 8): se lo si mette al numeratore così com'è, e al denominatore ci sono anche gli interessi, gli interessi pesano due volte. Per un rapporto coerente si parte dal totale A e si riaggiungono gli interessi pagati, oppure si toglie la quota interessi dal servizio del debito. Quale delle due strade si usa va scritto accanto al numero, perché la banca può aver fatto l'altra scelta.

Se l'OIC 10 cambia

L'OIC ha posto in consultazione, fino al 31 luglio 2026, una nuova edizione dell'OIC 10. Per il flusso operativo propone due cambiamenti (bozza (si apre in una nuova scheda), pag. 2):

  1. il metodo indiretto partirebbe solo dall'utile prima delle imposte (proposta 1; par. 30, pag. 6);
  2. gli interessi pagati passerebbero fra i flussi di finanziamento e gli interessi e i dividendi incassati fra gli investimenti (proposta 2; par. 35, pag. 8, e par. 37 e 40, pag. 8-9).

Con queste regole il totale A sarebbe un flusso prima degli interessi pagati, e la doppia deduzione nel DSCR non si porrebbe più. Al 26 ottobre 2026 il testo definitivo non risulta pubblicato sul sito della Fondazione OIC, e vale l'edizione del dicembre 2016. Quando l'edizione nuova entrerà in vigore, il confronto fra un esercizio redatto con le vecchie regole e uno con le nuove richiederà di spostare gli interessi a mano.

Bilancio abbreviato: come si ricostruisce il flusso operativo

Le società con bilancio abbreviato e le micro-imprese non redigono il rendiconto finanziario (art. 2435-bis, secondo comma, c.c. (si apre in una nuova scheda); OIC 10, par. 5, pag. 3). Il cash flow operativo si ricostruisce con lo stesso schema, dai due stati patrimoniali e dal conto economico, con un limite che cambia il risultato.

Lo stato patrimoniale abbreviato comprende solo le voci con lettere maiuscole e numeri romani dell'art. 2424 (art. 2435-bis, secondo comma). I crediti dell'attivo circolante sono quindi un'unica voce C.II, e i debiti un'unica voce D: i debiti verso fornitori (D.7) non sono separati dai debiti verso banche (D.4) né da quelli tributari e previdenziali (art. 2424 c.c. (si apre in una nuova scheda)). Calcolare la variazione del circolante sul totale dei debiti mescola un flusso di finanziamento con uno operativo: un nuovo fido di cassa farebbe crescere il cash flow operativo. Per i clienti in forma abbreviata la ricostruzione va fatta sul bilancio di verifica, conto per conto.

Cosa verificare, in quest'ordine

  1. Il perimetro: rendiconto OIC 10 disponibile, oppure ricostruzione dal bilancio di verifica se il bilancio è abbreviato o micro.
  2. La riga 2: se è debole o negativa, il tema è la redditività.
  3. Le variazioni del circolante: crediti, rimanenze e fornitori, letti con l'andamento dei ricavi.
  4. Lo scadenzario dei fornitori: un aumento dei debiti che migliora il flusso può essere fatto di debiti scaduti (art. 3, comma 4, lett. b), CCII).
  5. Interessi e imposte pagati: dove sono classificati, e se la classificazione è la stessa negli esercizi messi a confronto.
  6. Il numeratore del DSCR: flusso prima degli interessi se il servizio del debito li comprende.
  7. Il passaggio al futuro: dal flusso dell'esercizio chiuso a quello dei mesi che vengono.

Come si arriva dal cash flow operativo al totale del rendiconto è nella guida sul cash flow; la differenza con l'EBITDA, che del flusso operativo è un'approssimazione, nella guida sull'EBITDA. Per i prossimi sei mesi si può provare lo strumento gratuito per il DSCR prospettico.

Fonti

  1. OIC 10 – Rendiconto finanziario (edizione dicembre 2016, in vigore) (si apre in una nuova scheda)
  2. OIC 10 – Rendiconto finanziario, bozza per la consultazione (maggio 2026) (si apre in una nuova scheda)
  3. Codice civile, art. 2425-ter – Rendiconto finanziario (Normattiva) (si apre in una nuova scheda)
  4. Codice civile, art. 2435-bis – Bilancio in forma abbreviata (Normattiva) (si apre in una nuova scheda)
  5. Codice civile, art. 2424 – Contenuto dello stato patrimoniale (Normattiva) (si apre in una nuova scheda)
  6. Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, art. 2 – Definizioni (Normattiva) (si apre in una nuova scheda)
  7. Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, art. 3 – Adeguatezza delle misure e degli assetti (Normattiva) (si apre in una nuova scheda)

Alessandro Di Lonardo

Fondatore di FinBeacon

Ha fondato FinBeacon, il software di analisi di bilancio e allerta crisi per gli studi commercialisti.

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