Vai al contenuto

EBITDA, EBIT e MOL: le differenze spiegate sul bilancio

Dove finiscono EBIT, EBITDA e MOL nello schema dell'art. 2425 c.c., quando EBITDA e MOL coincidono e quale margine nominano gli orientamenti EBA sul credito.

Alessandro Di Lonardo8 min di lettura

L'EBIT è la differenza fra valore e costi della produzione (A − B dell'art. 2425 c.c.); l'EBITDA è lo stesso margine prima di ammortamenti e svalutazioni delle immobilizzazioni (voci B.10.a, B.10.b e B.10.c). Il MOL non compare nello schema del codice civile: coincide con l'EBITDA solo se si escludono anche svalutazione dei crediti e accantonamenti.

Che differenza c'è tra EBIT ed EBITDA?

La differenza sono tre voci della classe B: ammortamento delle immobilizzazioni immateriali (B.10.a), ammortamento delle immobilizzazioni materiali (B.10.b) e altre svalutazioni delle immobilizzazioni (B.10.c). L'EBIT le sottrae, l'EBITDA no. Tutto il resto dei costi della produzione sta in entrambi.

Il documento di ricerca del CNDCEC del marzo 2024 lo dice in una riga: il saldo fra la sezione A e la sezione B del conto economico «corrisponde al reddito operativo (Ebit)», e l'EBITDA si ottiene escludendo da quel saldo «ammortamenti e svalutazioni (voci B-10-a e B-10b e B-10-c)» (CNDCEC, pag. 5 (si apre in una nuova scheda)). La tabella di calcolo alla pagina successiva parte proprio dalla riga «Differenza tra valore e costi della produzione (Ebit)» e riaggiunge le tre voci (pag. 6).

Il motivo dell'esclusione è che a quelle voci non corrisponde un'uscita di cassa nell'esercizio: la svalutazione di un'immobilizzazione, scrive il CNDCEC, «riflette una perdita di valore economico del bene senza che a questa corrisponda una manifestazione monetaria» (pag. 5). Per questo l'EBITDA serve ad avvicinare la generazione di cassa, mentre l'EBIT misura la redditività dopo aver tenuto conto del consumo degli investimenti.

MargineDove si ferma nello schema dell'art. 2425 c.c.Cosa non sottrae
MOLvalore aggiunto meno personale (definizione statistica Istat)tutta la voce B.10, B.12 e B.13
EBITDAA − B più B.10.a, B.10.b e B.10.c (definizione base CNDCEC)ammortamenti e svalutazioni delle immobilizzazioni
EBITriga «Differenza tra valore e costi della produzione (A − B)»nulla della classe B: si ferma prima delle voci C, D e 20
Utilevoce 21 «utile (perdite) dell'esercizio»nulla: comprende area finanziaria, rettifiche e imposte

EBITDA e MOL sono la stessa cosa?

Dipende dalla definizione che si usa, perché il bilancio non ne fissa nessuna. Lo schema dell'art. 2425 c.c. (si apre in una nuova scheda) (testo in vigore dal 1° gennaio 2016) non contiene né l'una né l'altra grandezza; il CNDCEC ricorda che l'EBITDA «non è statuito da alcuno standard setter (né internazionale, né tantomeno italiano)» (pag. 3). Nell'uso corrente i due nomi si scambiano spesso: anche FinBeacon, quando importa un file, accetta come EBITDA una colonna intitolata «MOL».

Il MOL nella definizione dell'Istat

Una definizione scritta del MOL si trova nelle statistiche ufficiali. Il glossario dell'Istat sui conti economici delle imprese (anno 2007) calcola il margine operativo lordo «sottraendo il costo del lavoro al valore aggiunto», e ottiene il valore aggiunto togliendo dai ricavi i costi per acquisti, servizi, godimento di beni di terzi, le variazioni delle rimanenze di materie e merci e gli oneri diversi di gestione (Istat, glossario (si apre in una nuova scheda)).

Letto sulle voci dello schema civilistico, quel MOL è il valore della produzione meno B.6, B.7, B.8, B.11, B.14 e B.9. Restano fuori l'intera voce B.10 (anche la svalutazione dei crediti, B.10.d) e gli accantonamenti B.12 e B.13. È una definizione nata per la statistica, non per il bilancio del singolo cliente: serve a capire che cosa intende chi dice «MOL», non a imporre un calcolo.

Dove le due grandezze si separano

Nella definizione base del CNDCEC, svalutazione dei crediti e accantonamenti restano fra i costi dell'EBITDA: la prima «poiché esse corrispondono a mancate entrate di cassa», i secondi «in quanto aventi, sebbene in termini probabilistici, natura monetaria» (pag. 5). Quindi, sullo stesso bilancio, l'EBITDA così calcolato è più basso del MOL «statistico» esattamente per l'importo di B.10.d, B.12 e B.13.

Lo stesso documento ammette impostazioni diverse, di matrice internazionale o legate alla valutazione d'azienda, in cui una o più di quelle voci si escludono dai costi con una rettifica positiva dell'EBITDA (pag. 5). Se si escludono tutte e tre, l'EBITDA torna a coincidere con il MOL. Sugli accantonamenti il CNDCEC distingue ancora: quelli per oneri, legati a obbligazioni già assunte, potrebbero andare nella PFN ed essere esclusi dall'EBITDA, mentre quelli per rischi si prestano di più a restare nel calcolo (pagg. 7-8).

Un esempio sullo stesso conto economico

Con importi inventati, ecco i tre margini calcolati sulle stesse voci. Si parte dal MOL, poi si aggiungono fra i costi le voci che lo separano dall'EBITDA della definizione base, infine gli ammortamenti che portano all'EBIT.

A. Valore della produzione (voci da A.1 ad A.5)
4.200.000 €
B.6, B.7, B.8 Materie, servizi, godimento di beni di terzi
-2.720.000 €
B.11 Variazione delle rimanenze di materie e merci
-20.000 €
B.14 Oneri diversi di gestione
-150.000 €
B.9 Personale
-770.000 €
MOL (valore aggiunto meno personale)
540.000 €
Esempio con importi inventati. Il conto lo fa FinBeacon, non chi scrive.
A. Valore della produzione (voci da A.1 ad A.5)
4.200.000 €
B.6, B.7, B.8 Materie, servizi, godimento di beni di terzi
-2.720.000 €
B.11 Variazione delle rimanenze di materie e merci
-20.000 €
B.14 Oneri diversi di gestione
-150.000 €
B.9 Personale
-770.000 €
B.10.d Svalutazione dei crediti dell'attivo circolante
-30.000 €
B.12 Accantonamenti per rischi
-20.000 €
B.13 Altri accantonamenti
-10.000 €
EBITDA (definizione base CNDCEC)
480.000 €
Esempio con importi inventati. Il conto lo fa FinBeacon, non chi scrive.
A. Valore della produzione (voci da A.1 ad A.5)
4.200.000 €
B.6, B.7, B.8 Materie, servizi, godimento di beni di terzi
-2.720.000 €
B.11 Variazione delle rimanenze di materie e merci
-20.000 €
B.14 Oneri diversi di gestione
-150.000 €
B.9 Personale
-770.000 €
B.10.d Svalutazione dei crediti dell'attivo circolante
-30.000 €
B.12 Accantonamenti per rischi
-20.000 €
B.13 Altri accantonamenti
-10.000 €
B.10.a, B.10.b Ammortamenti delle immobilizzazioni
-270.000 €
EBIT (differenza A − B)
210.000 €
Esempio con importi inventati. Il conto lo fa FinBeacon, non chi scrive.

In questo esempio non ci sono svalutazioni delle immobilizzazioni (B.10.c); se ci fossero, andrebbero sottratte nell'EBIT come gli ammortamenti. Il controllo da fare su un bilancio vero è che l'ultimo totale coincida con la riga «A − B» del conto economico: se non coincide, manca una voce o un segno è sbagliato.

Dall'EBIT all'utile: cosa c'è in mezzo

Dopo l'EBIT lo schema dell'art. 2425 c.c. espone i proventi e oneri finanziari (voci da C.15 a C.17-bis), le rettifiche di valore di attività e passività finanziarie (D.18 e D.19), il «Risultato prima delle imposte (A-B+-C+-D)», le imposte (voce 20) e l'utile o la perdita (voce 21). Un EBIT positivo con un utile basso dice, di solito, che pesano gli interessi o le imposte; un EBITDA solido con un EBIT basso dice che pesano gli ammortamenti, cioè gli investimenti fatti. Il passaggio dall'EBITDA all'utile, voce per voce, è nella guida sull'EBITDA.

Quale margine usano gli indici?

Ogni margine ha il suo indice, e confonderli cambia il giudizio. L'EBIT è il reddito operativo che entra in ROS e ROI; in FinBeacon il ROS si calcola così sul cliente d'esempio:

ROS = RO / Valore della produzione

210.000 € / 4.200.000 €= 5,0%

Meccanica Ardesia S.r.l., dati inventati. Calcolo del motore di FinBeacon.

L'EBITDA sta invece nei rapporti che guardano il debito, come la posizione finanziaria netta divisa per l'EBITDA:

GI = PFN / EBITDA

1.900.000 € / 480.000 €= 4,0 anni

Meccanica Ardesia S.r.l., dati inventati. Calcolo del motore di FinBeacon.

Il CNDCEC ricorda che il rapporto fra EBITDA e ricavi o valore della produzione è l'«Ebitda margin» (pag. 3). Come si leggono ROS e ROI è spiegato nella guida su ROS, ROI e ROE; il rapporto con il debito nella guida su PFN/EBITDA. In FinBeacon EBITDA e reddito operativo sono dati che inserisce lo studio: il motore usa i valori ricevuti, con l'impostazione che lo studio ha scelto.

Quale margine guarda la banca?

Negli orientamenti europei sulla concessione del credito il margine nominato è l'EBITDA. Gli orientamenti ABE (EBA) del 29 maggio 2020 (si apre in una nuova scheda) (EBA/GL/2020/06) elencano nell'Allegato 3, fra le metriche per i prestiti alle imprese, l'EBITDA (n. 8), il debito gravato da interessi su EBITDA (n. 10) e il «Total debt service coverage ratio (EBITDA/servizio del debito complessivo)» (n. 14) (pag. 68), oltre all'«Interest coverage ratio» (n. 21, pag. 69). L'EBIT e il MOL, con questi nomi, non compaiono.

Gli stessi orientamenti definiscono la leva finanziaria delle operazioni a leva come il rapporto fra debito totale ed EBITDA (par. 182, pag. 40) e chiedono di monitorare nelle clausole dei contratti coefficienti come «debito netto/EBITDA, rapporto di copertura degli interessi, rapporto di copertura del servizio del debito (DSCR)» (par. 267, pag. 57). L'Allegato precisa che gli enti, «se del caso e più appropriato», possono usare altre metriche (pag. 68).

Gli orientamenti non dicono come si calcola l'EBITDA. Quando il rapporto è scritto in una clausola del contratto di finanziamento, la definizione da usare è quella della clausola: va letta prima di fare il conto, perché può trattare in modo diverso accantonamenti, leasing e componenti non ricorrenti. Sul leasing, per esempio, il CNDCEC descrive un «Ebitda normalizzato» che riaggiunge i canoni di leasing finanziario rilevati in B.8, per coerenza con una PFN che comprende il debito residuo dei contratti di leasing (pag. 8).

Cosa verificare, in quest'ordine

  1. Il nome e la definizione: chi presenta il numero dice MOL, EBITDA o EBIT? Chiedere o scrivere quali voci dell'art. 2425 c.c. sono escluse.
  2. La riga A − B: è l'EBIT del bilancio civilistico e il punto di partenza di tutti i conti.
  3. Le voci B.10.a, B.10.b e B.10.c: riaggiunte all'EBIT danno l'EBITDA della definizione base del CNDCEC.
  4. Le voci B.10.d, B.12 e B.13: dentro i costi (EBITDA base) o fuori (EBITDA che coincide con il MOL dell'Istat). Annotare la scelta.
  5. Il contratto di finanziamento: se il margine serve per una clausola, applicare la definizione scritta lì, anche se diversa da quella abituale dello studio.
  6. La coerenza: stessa definizione in tutti gli esercizi e per tutti i clienti messi a confronto.

Per vedere come FinBeacon mette insieme redditività, debito e cassa prospettica in un giudizio unico si può guardare il metodo, oppure chiedere una demo.

Fonti

  1. Codice civile, art. 2425 – Contenuto del conto economico (Normattiva) (si apre in una nuova scheda)
  2. CNDCEC, documento di ricerca «Nozione di Ebitda e Posizione Finanziaria Netta (PFN) per fini valutativi e negoziali», marzo 2024 (si apre in una nuova scheda)
  3. Istat, Conti economici delle imprese. Anno 2007 – Glossario (voci «Valore aggiunto» e «Margine operativo lordo») (si apre in una nuova scheda)
  4. ABE (EBA), Orientamenti in materia di concessione e monitoraggio dei prestiti, EBA/GL/2020/06, 29 maggio 2020 (versione italiana) (si apre in una nuova scheda)

Alessandro Di Lonardo

Fondatore di FinBeacon

Ha fondato FinBeacon, il software di analisi di bilancio e allerta crisi per gli studi commercialisti.

Questi indicatori, calcolati sui clienti del tuo studio.

Prova la demo

Continua con